Il Sonno in Gravidanza


Molte donne, durante il periodo della gravidanza, soffrono di disturbi del sonno.

Durante il primo trimestre, solitamente, non si avvertono importanti cambiamenti se non un leggero aumento o dei colpi di sonno improvviso alla fine di questa prima fase dovuti ai cambiamenti ormonali;

Durante il terzo trimestre i cambiamenti del sonno riguardano dei frequenti risvegli. Può essere più faticoso trovare la giusta posizione per addormentarsi, si può avvertire un disagio all’addome ed al pube che possono rendere la fase di addormentamento o il sonno vero e proprio più difficoltoso.

Un sonno disturbato può provocare stress, stanchezza ed irritabilità durante la giornata; i consigli che gli esperti suggeriscono riguardano:

  • l’attenzione al sovraffaticamento anche se ci si sente in forma
  • nel momento in cui si avvertono i primi segnali di sonno (frequenti sbadigli, ecc…) è utile approfittarne per andare a coricarsi
  • creare un ambiente favorevole (ad esempio ambiente buio e temperatura non superiore a 19°)
  • adottare delle semplici tecniche di rilassamento dei muscoli appena coricate (contrarre per alcuni secondi i muscoli e poi rilasciarli lentamente e progressivamente uno dopo l’altro)
  • adottare una alimentazione leggera alla sera
  • evitare bevande eccitanti (caffè,ecc…)
  • nel caso non si riuscisse a prendere sono è sconsigliato alzarsi, ma al contrario rimanere a letto e provare a leggere, guardare la tv, ascoltare musica o fare attività rilassanti per far riposare il corpo.
Lascia di seguito un commento, la tua esperienza personale, dei consigli per le future mamme.
Annunci

Il Concepimento


La fecondazione avviene intorno a quattordici giorni prima del ciclo mestruale. Se la donna ha dei cicli regolari è possibile calcolare con molta precisione le data del concepimento e la data presunta del parto. Tutto ciò diventa più difficile se siamo in presenza di cicli irregolari. L’ovulazione è caratterizzata dalla presenza di muco cervicale meno viscoso tale da rendere più facile transito degli spermatozoi dalla vagina nella cavità uterina.

concepimentoIl concepimento avviene nella tuba dove lo spermatozoo e l’ovulo si uniscono e lo zigote che ne risulta continua a dividersi e a svilupparsi durante il suo transito lungo la tuba fino alla cavità endometriale. Lo spostamento dello zigote impiega circa da quattro a sei giorni fino a quando non raggiunge la zona dell’impianto. La zona dell’impianto solitamente è sulla parete anteriore o posteriore della cavità endometriale, in prossimità del fondo. Le cellule iniziano a proliferare e tale processo inizia tra il quinto e l’ottavo giorno e si completa entro il nono o il decimo. Da tale momento si può identificare la presenza della gonadotropina corionica nelle cellule. L’embrione continua a svilupparsi ed è confinato nell’ambito di una parete della cavità endometriale fino alla dodicesima settimana.

La formazione della placenta ha inizio con lo sviluppo delle cellule trofoblastiche al 10o giorno, il sangue si infiltra negli spazi fra le cellule e forma delle lacune da cui Il feto trae il suo nutrimento. Inizialmente, la placenta circonda la blastocisti, trasferendo le sostanze nutritive ed eliminando quelle di scarto direttamente attraverso le membrane cellulari. La struttura definitiva della placenta si ha tra la diciottesima e la ventesima settimana di gestazione continuando a crescere durante tutta la gravidanza; al momento del parto raggiunge il peso di circa 500 grammi

L’embrione diventa riconoscibile come tale circa 10 gg dopo la fecondazione. L’organogenesi è completa alla dodicesima settimana di gestazione, mentre il sistema nervoso centrale continua il suo sviluppo durante tutta la gravidanza. La maggior parte delle malformazioni si verifica durante le prime dodici settimane, quando influenze esterne, come il virus della rosolia, sono nocive. Durante questo periodo tutti i farmaci e le vaccinazioni vanno evitati.

Cytomegalovirus: i rischi in gravidanza


Il Cytomegalovirus (CMV) è un virus che interessa solo gli esseri umani, risiede nelle feci, nell’urina, nel sangue, nel latte materno, nello sperma, nelle secrezioni oro-faringee (saliva) e cervicali ed in quelle vaginali. il virus si contrae per contatto diretto con la persona infetta. E’ un virus molto diffuso in tutto il mondo, Italia circa l’80% della popolazione adulta ha gli anticorpi anti-CMV, ciò vuol dire che l’infezione è avvenuta in passato. Chi ha contratto il virus non può considerarsi immune; una volta terminata la fase di attività del virus, il cytomegalovirus rimane latente nell’organismo nel senso che può riattivarsi ad esempio in condizioni di difese immunitarie insufficienti. Il contatto con la saliva o l’urina dei bambini piccoli rappresenta una delle principali cause dell’infezione da citomegalovirus tra le donne incinte.

Dal momento che non esiste un vaccino di prevenzione, la donna  incinta o che ha intenzione di diventare mamma a breve dovrebbe attenersi a semplici norme igieniche per evitare l’infezione da citomegalovirus. Le donne incinte che hanno bambini piccoli o lavorano a contatto con i bambini piccoli dovrebbero fare attenzione; ricordiamo quali sono le regole da seguire per ridurre le occasioni di contrarre il virus:

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, per 15-20 secondi, soprattutto se si ha cambiato il pannolino o toccato la saliva o le secrezioni nasali di un bambino piccolo.
  • Limitare i contatti con la saliva e le secrezioni nasali dei bambini usando acqua e sapone o un disinfettante per pulire le superfici contaminate dalle secrezioni.
  • Se si lavora in un asilo nido cercare di entrare il meno possibile a contatto con i bambini di età inferiore ai due anni e mezzo, soprattutto se non si è mai state contagiate dal CMV

I sintomi sono, nella maggior parte dei casi, di lieve entità e molto spesso chi lo contrae non se ne accorge o può manifestare:

  • mal di gola
  • febbre leggera
  • stanchezza
  • gonfiore delle ghiandole
Esiste la possibilità di trasmissione dell’infezione dalla madre al feto, soprarttutto attraverso il sangue. Tale infezione solitamente non è causa di aborto o di malformazioni ma può provocare patologie a diversi organi quali sofferenza epatica, microcefalia, ritardo di accrescimento intrauterino del feto. Quindi è importante controllare periodicamente gli anticorpi anti-CMV tramite esami del sangue che il proprio ginecologo prescriverà alla durante la gravidanza (come per la toxoplasmosi)

Il rischio della Toxoplasmosi in Gravidanza


La Toxoplasmosi è un’infezione causata da un protozoo (il toxoplasma Gondii); è nell’intestino del gatto che avviene la riproduzione sessuata del protozoo. Le oocisti ne sono il prodotto e vengono rilasciate nell’ambiente attraverso le feci del gatto; quest’ultimo si contamina mangiando carne di animali infetti.  Le oocisti, quando espulse con le feci, diventano infettanti dopo qualche giorno, sono spesso veicolate dal vento o dall’acqua in luoghi anche molto distanti da dove sono state espulse. Quando le oocisti vengono ingerite da un animale nessun tessuto è immune dalla colonizzazione parassitaria. Altri animali  (capre, suini, pecore, polli, bovini e uccelli) possono essere portatori di uno stadio infettivo attraverso i tessuti muscolare e nervoso.

Molte persone, sane, contraggono questa infezione senza sviluppare sintomi, grazie alla protezione del sistema immunitario, e solo poche persone possono sviluppare alcuni sintomi quali: banale influenza, mal di testa, astenia, ingrossamento dei linfonodi. Un soggetto che ha contratto l’infezione da toxoplasmosi sarà protetto per tutta la vita.

L’infezione non si trasmette da persona a persona. La principale fonte di infezione è data dal consumo di particolari alimenti; le oocisti possono essere presenti nel terreno, in ortaggi crudi, legumi, frutta ed erbe aromatiche che risultano a diretto contatto con il terreno, nella carne cruda o poco cotta di animali infetti. Anche il latte fresco non pastorizzato e le uova possono contenere il parassita. Pertanto è quindi molto importante che una donna incinta (che non abbia contratto precedentemente la malattia) si attenga attentamente a queste poche regole date dall’Istituto Superiore di Sanità:

  • Attenzione ai gatti prima e durante la gravidanza

    Attenzione ai gatti prima e durante la gravidanza

    Lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo qualunque attività all’aperto, specialmente prima di mangiare e di cucinare

  • Quando si prepara della carne cruda, lavare bene con sapone e acqua calda i taglieri, i lavandini, i coltelli e altri utensili che possono essere venuti in contatto con essa. Lavarsi bene anche le mani con il sapone dopo aver manipolato carne cruda.
  • Non mangiare carne cruda come salumi e carpacci.
  • Non mangiare uova crude.
  • Cuocere tutta la carne completamente finché non è più rosa all’interno.
  • Lavare sempre molto accuratamente frutta e verdura perchè possono essere state a contatto con feci di gatto.
  • Indossare i guanti quando si fa giardinaggio o qualunque altra attività che richiede di toccare la terra.
  • Se si possiede un gatto, evitare che contragga la malattia: tenerlo in casa e nutrirlo con cibi industriali o ben cotti.
  • Assicurarsi che ci sia qualcuno in buona salute e non in gravidanza che si occupi di svuotare la lettiera del gatto. Se questo non è possibile, indossare i guanti e pulire la lettiera ogni giorno. Lavarsi le mani con acqua calda e sapone una volta finito.
Il test per la diagnosi di toxoplasmosi si chiama Toxo-test, viene effettuato attraverso il prelievo del sangue, ed è in grado di stabilire se si è contratta o meno la malattia.
La toxoplasmosi  è un’infezione molto pericolosa per lo sviluppo del feto, soprattutto nel corso del primo trimestre, quando si forma il sistema nervoso. Il rischio di malformazioni fetali esiste (malformazioni oculari, cerebrali, viscerali, ecc); per questo motivo il toxo-test rientra nelle analisi di routine prescritte dai ginecologi fin dall’inizio della gestazione (viene consigliato dagli esperti di sottoporsi al test prima di intraprendere una gravidanza). Nel caso di assenza di anticorpi, l’esame dovrà essere ripetuto ogni mese, per tutto il periodo della gravidanza; questo risulta l’unico modo per intervenire tempestivamente in caso di contagio.

Le paure in Gravidanza – 2° parte


Riprendiamo il tema della paura in gravidanza iniziato ieri

Nel momento in cui si ha la difficoltà a controllare razionalmente la paura e qualora quest’ultima provochi reazioni di panico e veri e propri disturbi d’ansia, essa va trattata, nel senso che la donna va messa nelle condizioni di riconoscere questa situazione anomala, va aiutata nel riconoscere le proprie reazioni emotive affinchè possa imparare a controllarle maggiormente.

Le paure più comuni riguardano:

Paura di non essere incinta: nel momento in cui la coppia decide di avere un bambino possono passare alcuni mesi prima di rimanere incinta e questo può provocare ansia e delusione. La coppia deve essere consapevole, per vivere il più serenamente possibile questo periodo, che la gravidanza può farsi attendere anche per 6-8 mesi.

Paura di un’interruzione di gravidanza: solitamente fino intorno alla 22a settimana la donna non avverte movimenti fetali;  non potendo quindi in modo autonomo controllare la vitalità dell’embrione è un timore molto comune quello di pensare che la gravidanza si sia interrotta. Solamente l’ecografia può alleviare questa paura.

Paura di malformazioni fetali: è una delle paure più frequenti. L’unico modo per alleviarla è fare tutti i controlli che il proprio ginecologo prescrive. Nonostante ci siano esami e metodiche molto precise, la percentuale di tale rischio non è mai azzerata. Sicuramente una visione ottimistica, dopo aver seguito e fatto tutto ciò che ha prescritto lo specialista e dopo aver ricevuto esiti nella norma, aiuta ad allontanare dalla mente pensieri e paure.

Paura del parto: è molto legata alla paura del dolore. Molte donne dopo aver partorito rivalutano in modo positivo la propria soglia del dolore e si ripensano come molto brave per aver tollerato il tutto. Bisogna considerare che il parto è un evento naturale e di conseguenza la Natura ci ha dotate di quella forza e tolleranza al dolore che tutte le donne hanno e che per molte sarà una meravigliosa scoperta.

Paura che i rapporti sessuali possano danneggiare il feto: è bene sapere che il feto è ben protetto all’interno dell’utero e che non è possibile venirne a contatto diretto. Sarà il ginecologo che in casi di problematiche specifiche come ad esempio minacce di aborto, parto prematuro, ecc… sconsiglierà i rapporti sessuali o darà le indicazioni adeguate.

Infine, va detto che ogni gravidanza è vissuta in modo diverso da donne diverse e spesso la stessa donna può vivere in modi differenti gravidanze diverse.

Condividere le paure della Gravidanza

Condividere le paure della Gravidanza

Ogni gravidanza può portare con sè emozioni contrastanti, la cosa importante è parlarne, imparare a condividere tali stati d’animo con le persone significative, con altre donne che stanno vivendo la stessa “avventura” oppure, ad esempio, durante il corso preparatorio al parto. Tutto ciò rende ancora più forti le emozioni positive, ed aiuta a “normalizzare” le classiche paure tipiche della dolce attesa.

Le paure in Gravidanza – 1° parte


Diventare mamma e papà rappresenta un momento molto profondo per la coppia, costellato di tante emozioni positive, sensazioni che ancora non si conoscono, ma anche di dubbi, paure e confusione. Questi pensieri sono legati al “cambiamento” che inevitabilmente avviene a più livelli: nel corpo della donna che lentamente si sta modificando per accogliere il futuro nascituro, nel  rapporto di coppia, nella gestione dei ritmi quotidiani.

Le domande più frequenti che una futura mamma si pone, si possono sintetizzare così:

Paure e dubbi in gravidanza

Paure e dubbi in gravidanza

Riuscirò ad affrontare in modo sereno i cambiamenti che avverranno nel mio corpo nei prossimi 9 mesi?

Il mio bambino nascerà sano?

Come sarà il parto?

Sarò in grado di essere una buona/brava mamma?

Riuscirò a conciliare famiglia e lavoro?

Quanto cambieranno i miei ritmi dopo la nascita?

Nel rapporto con mio marito/il mio partner cambierà qualcosa?

E’ normale che di fronte a situazioni nuove, sconosciute scaturisca il dubbio, la paura e talvolta l’ansia.

Va ricordato che la paura è un meccanismo fisiologico, una reazione emotiva che mette in allerta, che permette all’individuo di prendere precauzioni di fronte a situazioni nuove, di pericolo o di rischio. Quindi è assolutamente normale che in un periodo così delicato a livello psico-fisico, quale è la gravidanza, scaturiscano anche emozioni di questo tipo.

Domani riprenderemo questo tema. Nell’attesa raccontaci i tuoi timori, i tuoi dubbi e le domande che ti spaventano maggiormente.

Primi Sintomi di Gravidanza: come accorgersi di essere incinta


E’ possibile che sin dai primi giorni dopo l’avvenuto concepimento si possano avvertire alcuni sintomi tipici.

Il primo segno di un’iniziale gravidanza è solitamente l’amenorrea, ovvero l’assenza del ciclo mestruale, soprattutto se la donna ha sempre avuto un ciclo molto regolare.

La stanchezza rappresenta un altro di quei sintomi precoci, soprattutto quando è improvvisa e molto invasiva sulle proprie abitudini quotidiane (ad esempio, si è prese da un sonno improvviso subito dopo cena o in orari insoliti durante la giornata). E’ parere di molti esperti che la stanchezza sia un fattore protettivo per la donna incinta in quanto indurrebbe quest’ultima a limitare le attività eccessivamente stancanti.

Il seno gonfio e pesante rappresenta un segno molto evidente; i vasi sanguigni sottocutanei diventano gradualmente più visibili in quanto la cute si tende. E’ possibile avvertire un senso di dolore e particolare sensibilità ai capezzoli.

La nausea si può presentare a qualunque ora della giornata (sembrerebbero più frequenti le nausee mattutine). In alcuni casi la nausea rimane lieve e passeggera, mentre in altri casi può provocare il vomito. Generalmente si inizia ad avvertire tra la quinta e l’ottava settimana di gestazione e raggiunge il suo culmine tra la dodicesima e quattordicesima settimana.  La nausea sembra essere causata da un ormone, gonadropina corionica umana (Beta- hCG) prodotto dal trofoblasto, un tessuto che col procedere della gravidanza si trasformerà nella placenta.

Sono inoltre  frequenti un aumento della salivazione ed un odorato più acuto con un fastidio e sensazione di disgusto a particolari odori che prima potevano risultare gradevoli.

Può presentarsi precocemente la tendenza ad urinare più spesso, in quanto viene prodotta una maggiore quantità di progesterone, un ormone che pare abbia un’azione anche sulla muscolatura della vescica, provocando una perdita di tono ed elasticità. Procedendo nei mesi, anche l’aumento di peso della donna e l’incremento del volume dell’utero  provocano una compressione sulla vescica, inducendo quindi ad urinare più spesso durante la giornata e anche durante la notte.

Gli sbalzi di umore possono presentarsi come una maggiore labilità emotiva; ci si può sentire più vulnerabili, maggiormente sensibili o più irritabili. Tutto ciò sembra essere correlato all’azione ormonale.

E’ bene ricordare che i sintomi variano da donna a donna ed anche nel caso fossero tutti presenti quelli sopra elencati, ciò non può indurre a fare diagnosi certa di gravidanza.  Eseguire il test di gravidanza e la conferma di un ginecologo sono assolutamente azioni necessarie.

Raccontaci i tuoi sintomi ed i tuoi stati d’animo…un’ occasione per condividere e commentare insieme esperienze ed emozioni del periodo più bello per una donna.

L’importanza dell’Acido Folico in Gravidanza


structural formula Acido Folico

Image via Wikipedia

L’acido folico (Vitamina B9) è un’importante vitamina che il nostro organismo non produce, quindi in situazioni particolari, come ad esempio in gravidanza, la sua assunzione è fondamentale. L’acido folico si trova in alcuni alimenti, come ad esempio le verdure a foglia verde, in alcuni frutti (fragole, arance e limoni,  kiwi), nei legumi e nei cereali, ma il processo di cottura degli alimenti riduce o distrugge la presenza di folato presenti in questi cibi. Il fabbisogno giornaliero in condizioni normali è di 0,2 mg; la quantità giornaliera per una donna in gravidanza è invece di 0,4 mg.

Il nostro organismo ha bisogno della vitamina B9 per prevenire l’anemia megaloblastica, grave forma di anemia caratterizzata da una graduale riduzione delle cellule del sangue in quanto il midollo osseo non è in grado di produrre globuli rossi maturi, e per costruire le cellule.

L'acido folico in gravidanza e prima della gravidanza: cibi e integratori

L'acido folico in gravidanza e prima della gravidanza: cibi e integratori

L’ assunzione di acido folico in gravidanza è essenziale per la prevenzione di alcune malformazioni neonatali, in particolare i difetti del tubo neurale (DTN) che si possono già avere nelle prime fasi dello sviluppo dell’embrione (come la spina bifida, cioè la mancata chiusura della spina dorsale  e l’anencefalia, cioè, l’incompleto sviluppo del cervello). Viene consigliato dai medici di assumere acido folico già alcuni mesi prima del concepimento; i consigli degli esperti quindi vertono su una dieta ricca di alimenti che contengono acido folico e assunzione quotidiana di integratori di acido folico.

Il Bambino come “spazio mentale”


Faced With a Choice

Image by Chris Nixon via Flickr

Il desiderio di avere un bambino implica un insieme di dinamiche personali e di coppia che è sempre bene conoscere, affrontare e condividere.

Nella mente della futura mamma e del futuro papà ancora prima del concepimento si forma quello spazio mentale fondamentale per sentire e pensare il bambino e per  accogliere in modo sano il desiderio di avere un figlio. Si tratta di un processo mentale continuo ed in divenire, durante tutti i nove mesi di gestazione, che si intensificherà  all’interno di quella che è la “dimensione coppia”. Questo processo scandisce l’evoluzione della crescita del bimbo dentro la mente dei genitori ed accompagna inoltre la crescita di sè come genitori.

Diventare genitori, ed ancor prima l’dea di diventarlo a breve, comporta una ristrutturazione della propria identità, sia per la donna sia per l’uomo, ed inevitabilmente induce la coppia a pensarsi sotto una luce diversa, fatta di nuove aspettative,  forti emozioni e sensazioni, dubbi e paure assolutamente normali e comuni.

Emozioni, dubbi, paure….la gamma è molto ampia. Raccontaci e condividi qui con noi quali sono le tue, raccontaci come è avvenuta, se c’è stata, la creazione di quello “spazio mentale” e se hai delle domande è ora di tirarle fuori…

Come prepararsi alla Gravidanza


Giglio

Image by Vito F. Galgano via Flickr

Prepararsi alla gravidanza significa mettere in atto alcuni accorgimenti mirati che facilitano questa fase, senza farsi prendere da ansie e preoccupazioni, ma al contrario diventare felicemente consapevoli che si sta iniziando una nuova avventura.

Una visita ginecologica è importante per escludere, attraverso importanti esami di routine (es.: Pap Test) eventuali patologie dell’apparato genitale,  ipotetiche infezioni nella zona genitale che potrebbero essere cause o concause di difficoltà di concepimento, ecc.. Un colloquio col proprio ginecologo inoltre è essenziale per poter avere  tutte quelle informazioni necessarie, per fare domande specifiche e mirate, per avere una guida generale sullo stile di vita da condurre, ecc..

Il medico valuterà se iniziare a prescrivere l’assunzione di acido folico (importante vitamina per la formazione del condotto neurale del nascituro) e  gli esami di laboratorio di routine (esami del sangue e delle urine, test per la rosolia, test per la toxoplasmosi, test per il Cytomegalovirus, gruppo sanguigno, test per l’ HIV).

Conoscere il proprio corpo, in questo specifico caso, il proprio ciclo mestruale, saper stimare una durata media del ciclo,  sapere in quale fase del ciclo ci si trova (es.: ovulazione, ecc…) aiuta una futura mamma ad identificare con più facilità e precisione i giorni fertili (il calcolo dei giorni fertili può essere fatto dal proprio ginecologo o più semplicemente attraverso dei dispositivi computerizzati facilmente reperibili in farmacia, oppure attraverso sistemi computerizzati che si possono trovare on line).

Uno stile di vita sano sicuramente aiuta a mantenere un equilibrio psico-fisico favorevole. Per quanto riguarda l’alimentazione vanno evitate abitudini alimentari povere di vitamine o caratterizzate da un consumo eccessivo di cibi grassi; deve essere ridotto al minimo il consumo di alcol ed evitato quello di superalcolici. Fumare in gravidanza, ed ancor prima, è molto dannoso, quindi va evitato; va ricordato e sottolineato che un’elevata concentrazione di sostanze nocive potrebbe favorire il nascere di serie problematiche per il concepimento o, successivamente, durante l’intera gravidanza.

Vivere con serenità la fase del pre-concepimento, senza farsi prendere da ansie, paure, ecc.. è sicuramente di aiuto per  mantenere un equilibrio psichico adeguato; ecco perchè ad esempio il colloquio con uno specialista fin da subito  può alleviare le più comuni paure che potrebbero essere presenti in questa fase.